Lettera all'imprenditore n°283 del

29 Marzo 2023

India: Cambiamento economico e sociale

“Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno – forse lo faranno tutti.”

Albert Einstein

La crescita dell’India sembra inarrestabile: grazie all’incremento demografico e alla forte espansione economica sta diventando sempre più una potenza strategica. Questo è quello che emerge anche dal discorso dello scorso febbraio dell’Amministratore Delegato di Invest India, Agenzia nazionale per la promozione e la facilitazione degli investimenti dell’India, costituita dal Ministero del commercio e dell’Industria indiano.

Nel suo discorso tenutosi durante il Treasury Leadership Forum 2023, ha sottolineato come l’India stia attraversando una delle trasformazioni più rapide e senza precedenti sia dal punto di vista economico che sociale.

Cosa favorisce la trasformazione economica dell’India?

Uno dei fattori che più ha rivestito un ruolo fondamentale come boost nella crescita dell’India, è la capacità di attrarre Investimenti Diretti Esteri (IDE).

Dal 1947 a Dicembre 2022, infatti, gli IDE totali sono stati di circa 950 miliardi di dollari e il 56% degli stessi, pari a 523 miliardi di dollari, si è concentrato negli ultimi otto anni (2014 – 2022).

Il clima di incertezza globale, dovuto in gran parte al conflitto Russia-Ucraina, ha tuttavia influito e limitato la realizzazione di investimenti diretti esteri. Infatti, nel periodo Aprile – Settembre 2022 gli afflussi di IDE in India si sono arrestati a 26,9 miliardi di dollari, 14% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale precedente.

Per quanto riguarda i paesi che investono in India, nel periodo 2015 – 2022 l’India ha attirato investimenti da 162 Paesi. In particolare, nell’anno fiscale 2021-22, i primi 5 paesi per afflusso di IDE sono stati Singapore (27%), Stati Uniti (18%), Mauritius (16%), Paesi Bassi (8%) e Svizzera (7%).

I capitali provenienti da investimenti esteri sono stati investiti in 61 settori. In particolare, se si considera esclusivamente l’anno fiscale 2021-22 i primi 5 settori che hanno ricevuto il maggior afflusso di IDE sono i Computer Software & Hardware (25%), i servizi (Finanziario, Banche, Assicurazioni, Non Finanziario/Business, Outsourcing, R&D, logistica, Tech. Testing and Analysis, Altro) (12%), l’industria automobilistica (12%), il commercio (8%) e le infrastrutture (5%).

In tema di distribuzione geografica, i primi 5 stati indiani che hanno ricevuto il maggior afflusso di IDE durante l’anno fiscale 2021-22 sono stati Karnataka (37%), Maharashtra (26%), Delhi (14%), Tamil Nadu (5%) e Haryana (5%).

Oltre ad attrarre investimenti diretti esteri, l’India si sta affermando come hub per le start-up. In particolare dal 2016, l’India si è posizionata come terza economia per numero di società Unicorno (nuove aziende private con una valutazione di mercato superiore ad 1 miliardo di dollari e non quotate), seconda per numero complessivo di start-up e prima al mondo per numero di nuove start-up nate ogni giorno. Nel 2021 in India è stata costituita un’azienda Unicorno ogni 29 giorni, mentre nel 2022 ogni 9 giorni.

Un altro aspetto che sta contribuendo alla veloce trasformazione dell’india è la costante capacità di creare ricchezza. Infatti, con un PIL di circa 3,5 triliardi di dollari, l’India è passata dall’essere la 10a economia mondiale nel 2011 (dopo Russia, Italia, Brasile, Regno Unito e Francia) ad essere la 5a economia mondiale. Secondo alcune stime, verso la fine del 2023 l’India potrebbe diventare la 4a economia mondiale, superando la Germania, ed attestandosi come economia in più rapida crescita del pianeta.

Qual è la trasformazione sociale?

Con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, l’India è diventato il Paese più popoloso al mondo, superando la Cina. Di questi circa 1 miliardo ha un’età sotto i 35 anni e l’età media della popolazione è di circa 28 anni. Si stima che, entro il 2025, il segmento della classe media crescerà, rappresentando circa il 40% dei consumi indiani e incrementando di 14 punti rispetto alla stessa quota di spesa del 2015. Questo aumento è legato anche al fatto che la spesa media delle famiglie aumenterà passando da 300 mila rupie nel 2015 a 850 mila rupie nel 2025.

La crescita della popolazione, avrà dei risvolti anche sull’incremento della forza lavoro del Paese. Si stima, infatti, che entro il 2040 il 21% della forza lavoro mondiale sarà in India e che il 20% della classe media mondiale sarà in questo Paese.

Grazie al forte cambiamento economico e sociale che l’India sta vivendo, internazionalizzare in India può dunque essere una strategia vincente per le imprese che oggi cercano di cogliere nuove opportunità di sviluppo in un mercato con grandi potenzialità.

Benedetti&Co, affianca imprenditori e manager nell’elaborazione di progetti di internazionalizzazione, nella loro implementazione e nella gestione dei rapporti con le partecipate estere. Nel mercato indiano opera in modo stabile da oltre quindici anni, sviluppando progetti su tutto il territorio per aziende italiane ed europee che vogliono approcciare o consolidare la loro presenza in questo mercato. In particolare, Benedetti&Co è in grado di supportare l’imprenditore non solo nella fase di set-up societario, ma anche nella ricerca di personale, clienti e fornitori sul mercato indiano, occupandosi inoltre del monitoraggio delle imprese indiane ed individuando e implementando il giusto controllo di gestione.

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