Lettera all'imprenditore n°431 del
1 Luglio 2026
Le leve per l’export italiano: il parere di Intesa Sanpaolo

“Le opportunità non accadono. Sei tu a crearle.”
(Chris Grosser)
Approfondiamo insieme a Intesa Sanpaolo un tema sempre più strategico per le imprese italiane orientate ai mercati internazionali: il Credito Fornitore.
Il Credito Fornitore rappresenta oggi una leva fondamentale per supportare le imprese italiane nell’export, sia in settori ad alto valore aggiunto sia nei percorsi di sviluppo verso nuovi mercati internazionali.
Che cos’è il Credito Fornitore e perché è uno strumento così rilevante per l’export?
Il Credito Fornitore o Supplier’s Credit, è una forma di credito all’esportazione in cui è l’esportatore italiano a concedere direttamente all’acquirente estero una dilazione di pagamento, tipicamente a medio-lungo termine. È uno strumento particolarmente adatto all’export di impianti, macchinari e beni strumentali, perché consente di offrire anche un supporto finanziario all’acquirente estero. Si tratta di un supporto molto richiesto e apprezzato soprattutto nei mercati asiatici.
Qual è il principale beneficio del Credito Fornitore?
Il nodo centrale è il contrasto naturale tra le esigenze delle due parti: l’esportatore vorrebbe essere pagato subito, l’importatore preferisce dilazionare il pagamento nel tempo per finanziare l’acquisto senza necessità di utilizzare il sistema bancario locale. Nel commercio internazionale questo confronto è amplificato da distanza geografica, rischi politici, diversi tassi di interesse e complessità normative. Il Credito Fornitore, se correttamente strutturato, consente, di rendere l’offerta italiana più competitiva senza esporre l’esportatore a rischi eccessivi.
Concedere una dilazione non significa però assumersi più rischi?
Sì è vero, ma nella pratica i rischi vengono fortemente mitigati grazie al supporto di Export Credit Agency. Nel caso italiano SACE, attraverso la Polizza “Credito Fornitore” copre i rischi politici e commerciali legati al mancato pagamento, fino al 100% dell’importo in relazione alla tipologia di rischio. In questo modo l’esportatore può concedere credito mantenendo un’elevata protezione.
Questo strumento offre anche la possibilità di smobilizzare il credito. Come funziona?
Una volta concessa la dilazione di pagamento e ottenuta la copertura di SACE, il credito può essere ceduto a una banca tramite lo sconto pro soluto. Questo significa che l’esportatore monetizza subito il credito, senza mantenerlo in bilancio e senza doverlo finanziare.
Quali sono i vantaggi concreti per le imprese italiane?
I vantaggi di questo strumento sono molteplici e molto concreti:
- Offrire ai clienti esteri una dilazione di pagamento fino a 5 anni;
- Migliorare la propria competitività, rispetto a concorrenti esteri che già utilizzano tali strumenti;
- Ridurre i costi attraverso contributi specifici di Simest;
- Monetizzare crediti clienti migliorando il proprio rating;
- Eliminare rischi politici e commerciali connessi al credito;
- Ridurre gli oneri amministrativi relativi alla gestione degli incassi nel tempo.
Qual è il contributo di SIMEST?
SIMEST affianca l’azienda italiana che utilizza lo strumento del Credito Fornitore con un contributo in conto interessi, che può compensare – in tutto o in parte – il costo dell’operazione. In molti casi, questo contributo consente all’azienda italiana di neutralizzare il costo finanziario dell’operazione e quello relativo alla copertura SACE, rendendo il Credito Fornitore uno strumento non solo sicuro, ma anche economicamente sostenibile.
È uno strumento adatto a tutte le imprese?
Assolutamente sì. Il Credito Fornitore è particolarmente prezioso per le PMI italiane che esportano beni di investimento ad alto valore unitario. Proprio perché consente di offrire condizioni di pagamento competitive, senza disporre internamente di una struttura finanziaria complessa, rappresenta una leva fondamentale per crescere sui mercati internazionali.
Quali sono le principali criticità?
E’ fondamentale curare la qualità della documentazione contrattuale e operativa in quanto la copertura SACE è su base dichiarativa e, in caso di sinistro, verranno verificati i documenti e qualora non fossero corretti SACE potrebbe non attivare la copertura. È quindi essenziale definire con attenzione nella fase preliminare alla vendita il contratto di fornitura, le clausole di pagamento, la gestione degli effetti cambiari o delle fatture e l’accettazione formale della fornitura da parte dell’importatore.
In sintesi, perché un’azienda italiana dovrebbe utilizzare tale strumento?
Perché consente di trasformare il credito in un vero strumento commerciale e strategico. Il Supplier’s Credit permette all’impresa italiana di vendere di più e meglio all’estero, offrendo condizioni finanziarie competitive, proteggendo il proprio cash flow e riducendo i rischi. In un contesto globale sempre più competitivo, è una leva decisiva per sostenere l’export del Made in Italy.
Ringraziamo Intesa Sanpaolo per il contributo a questa edizione della nostra newsletter e per aver condiviso approfondimenti concreti su uno strumento strategico come il Supplier’s Credit, oggi sempre più rilevante per supportare la competitività e la crescita internazionale delle imprese esportatrici italiane.
Benedetti&Co, grazie ad un team di esperti, è in grado di supportare gli imprenditori e il management di un’azienda durante tutto il processo di internazionalizzazione e crescita: dalla definizione della strategia di sviluppo estero fino alla gestione operativa. Benedetti&Co assiste l’azienda nella selezione dei mercati target e dei potenziali partner; costruisce il piano industriale per valutare l’operazione e le sue sinergie; assiste l’imprenditore nella negoziazione con la controparte e nella redazione dei contratti necessari e se necessario interviene per supportare l’imprenditore nel reperimento delle fonti finanziarie.
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