Lettera all'imprenditore n°426 del

27 Maggio 2026

India: opportunità per le imprese italiane

“Il commercio è l’unica forza che converte la conquista in collaborazione.”

Frédéric Bastiat

L’India è ormai uno dei pilastri del nuovo equilibrio economico globale. Nel corso dell’anno fiscale 2025-26, l’India ha consolidato una traiettoria di crescita che nessun altro paese al mondo può vantare, registrando un incremento del PIL del 7,6%, il tasso più elevato dal 2022, secondo i dati della Reserve Bank of India. Con un PIL nominale di 4.190 miliardi di dollari, il paese ha ufficialmente superato il Giappone diventando la quarta economia mondiale, e le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale indicano che potrebbe scalare ulteriormente fino al terzo posto entro il 2030. Per le imprese italiane, questo rappresenta un’opportunità concreta, che richiede però un approccio strategico e strutturato.

In questo contesto si inseriscono una serie di sviluppi istituzionali e commerciali, che stanno ridisegnando il perimetro delle relazioni tra l’Unione Europea e l’India. Chi si trova oggi a valutare, se e come entrare in questo mercato, dispone di una cornice di accordi, strumenti finanziari e reti di supporto che non hanno precedenti nella storia delle relazioni bilaterali.

La domanda non è più se in India valga la pena entrare, ma come arrivarci prima degli altri.

La crescita che non si ferma: il quadro macroeconomico

I numeri dell’economia indiana continuano a stupire per la loro solidità. Nell’anno fiscale 2025-26, il PIL è cresciuto del 7,6%, confermando l’India come il Paese con il tasso di espansione più elevato al mondo. La crescita è trainata sia dai consumi interni, che dagli investimenti strategici: il governo indiano ha destinato oltre 130 miliardi di dollari alla spesa infrastrutturale nel bilancio 2025-26 e attraverso il programma “Make in India” sta attirando investimenti nei settori strategici: elettronica, automotive, farmaceutica, difesa e semiconduttori.

L’inflazione, dopo aver toccato il 6,2% nell’ottobre 2024, è scesa nel 2025, aprendo la strada a una riduzione dei tassi di interesse della Reserve Bank of India: dal febbraio 2025 la banca centrale ha infatti ridotto complessivamente il tasso di riferimento di 125 punti base, portandolo al 5,25%.

Questi dati si inseriscono in un quadro di trasformazione strutturale di lungo periodo altrettanto impressionante. L’India è oggi la nazione più popolosa al mondo, con oltre 1,4 miliardi di abitanti e un’età media di circa 29 anni: un vantaggio demografico unico rispetto ad economie mature come l’Italia. L’India, oggi, è inoltre seconda al mondo per numero di laureati STEM, con oltre 2,5 milioni di nuovi laureati ogni anno e il 19% degli ingegneri informatici globali viene formata in India. Le prospettive di lungo termine confermano ulteriormente questa traiettoria: secondo le stime, entro il 2047, la classe media rappresenterà circa il 60% della popolazione, con un fabbisogno di investimenti strutturali urbani stimato in 840 miliardi di dollari.

L’accordo UE-India: una svolta storica per le imprese europee

Il 27 gennaio 2026, al 16° vertice UE-India, la presidente della Commissione europea e il premier Narendra Modi hanno annunciato la conclusione dei negoziati per lo storico accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, al termine di quasi vent’anni di trattative avviate nel 2007. L’intesa crea una zona di libero scambio che coinvolge circa 2 miliardi di persone e quasi un quarto del PIL mondiale. L’’accordo prevede l’eliminazione o la riduzione graduale dei dazi sulla stragrande maggioranza delle esportazioni europee verso l’India, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro all’anno. Tradotto in termini settoriali specifici: i dazi sui macchinari industriali, oggi fino al 44%, verranno in gran parte eliminati; quelli sui prodotti chimici, al 22%, verranno ridotti significativamente; le automobili passeranno dall’attuale 110% a un’aliquota del 10% in modo graduale; i vini e l’olio d’oliva, storicamente penalizzati da tariffe superiori al 36%, vedranno finalmente aprirsi questo mercato.

L’accordo include anche un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese, con misure specifiche per ridurre gli ostacoli normativi e amministrativi, prevedendo anche norme rafforzate sulla tutela della proprietà intellettuale, tema tradizionalmente critico per il Made in Italy. Un segnale ulteriore della volontà di costruire un partenariato strutturato e non solo un accordo tariffario.

L’accordo deve ora completare il percorso di ratifica da parte del Parlamento europeo e delle autorità indiane. Gli esperti stimano che gli effetti operativi si materializzeranno nel 2027, ma per molte imprese europee la vera sfida è già inziata: stabilire una subsidiary, sviluppare relazioni e posizionarsi sul mercato indiano prima che la nuova fase di integrazione economica renda la competizione ancora più intensa.

Il posizionamento italiano: opportunità e strumenti disponibili

Nel 2024, l’interscambio commerciale ha raggiunto i 14,2 miliardi di euro, con le esportazioni italiane pari a 5,2 miliardi di euro, in crescita del 7,6% nei primi undici mesi del 2025 rispetto all’anno precedente. L’obiettivo condiviso tra i due governi, nell’ambito del Piano d’Azione congiunto Italia-India 2025-2029, è portare l’interscambio a 20 miliardi di euro entro il 2029.

La presenza imprenditoriale italiana nel Paese è ormai strutturata: sono oltre 800 le aziende italiane stabilmente presenti nel paese, con circa 60.000 addetti e un fatturato complessivo di 12 miliardi di dollari. Parallelamente, lo stock di investimenti diretti italiani in India ha superato i 6,8 miliardi di euro nel 2024, a conferma di una relazione industriale sempre più consolidata e orientata al lungo periodo.

I settori a più alto potenziale per le imprese italiane includono meccanica strumentale, automazione industriale, energie rinnovabili, agritech, farmaceutica, logistica avanzata e infrastrutture digitali. In particolare, la meccanica continua a rappresentare il principale comparto dell’export italiano verso l’India, confermando il ruolo delle tecnologie industriali italiane nel processo di modernizzazione produttiva del Paese.

Per le aziende italiane, il vero cambio di paradigma consiste però nel considerare l’India come una piattaforma strategica di lungo periodo nella quale investire. L’India è un ecosistema complesso, con dinamiche proprie, tempi decisionali differenti e una forte dimensione relazionale. Le imprese che stanno ottenendo i risultati migliori sono quelle che hanno investito in subsidiary locali anche in partnership e con una visione di lungo termine.

Benedetti&Co affianca imprenditori e manager nell’elaborazione di progetti di internazionalizzazione, nella loro implementazione e nella gestione dei rapporti con le partecipate estere. Nel mercato indiano opera in modo stabile da quasi vent’ anni, sviluppando progetti su tutto il territorio per aziende italiane ed europee che vogliono approcciare o consolidare la loro presenza in questo mercato.

Scarica pdf

Richiedi informazioni

Compila il modulo sottostante per inviarci una richiesta di informazioni o per essere contattato.
Il Team Benedetti&Co ti risponderà il prima possibile.







    Dichiaro di avere letto l'informativa sulla privacy e acconsento al trattamento dei dati forniti.*