Lettera all'imprenditore n°409 del

28 Gennaio 2026

Accordo di libero scambio tra UE e India: i vantaggi per le aziende italiane

«Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo portato a casa la madre di tutti gli accordi»

U. von der Leyen (commentando la firma dell’accordo)

La firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, avvenuta il 27 gennaio 2026 dopo un negoziato durato quasi vent’anni, rappresenta un passaggio strategico di portata storica per il commercio internazionale e per il posizionamento delle imprese europee nel mercato indiano. L’intesa nasce in un contesto globale caratterizzato da riallineamenti geopolitici, dalla necessità di diversificare le catene di approvvigionamento e da una crescente competizione tra grandi aree economiche. Per l’Unione Europea, l’India, non è soltanto un mercato emergente, ma è una delle economie con la più alta crescita al mondo, con una classe media in forte espansione, un’elevata domanda di tecnologia, infrastrutture, beni industriali e servizi avanzati. L’India, con una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone e una crescita economica che la pone già come quarta economia mondiale, avendo superato di recente il Giappone, rappresenta un enorme mercato per il futuro delle esportazioni UE.

L’UE rappresenta per l’India un partner commerciale stabile, tecnologicamente avanzato e in grado di accompagnarla nel percorso di modernizzazione industriale, offrendole anche l’accesso al proprio mercato. Nel 2024/25 il commercio bilaterale tra UE e India ha raggiunto circa 136,5 miliardi di dollari, con esportazioni UE verso l’India per oltre 60 miliardi di dollari ed esportazioni indiane verso l’UE per circa 75 miliardi di dollari.

Questo accordo diventerà un’importante leva strategica per l’internazionalizzazione, per gli investimenti produttivi e per lo sviluppo di partnership industriali. Per le aziende italiane, tale accordo apre una fase completamente nuova: molti settori, che in passato hanno guardato al mercato indiano con molto interesse, ma senza attivarsi, a causa di barriere tariffarie elevate, complessità regolatorie e incertezza giuridica, ora si trovano davanti ad un quadro molto più accessibile e strutturato, che aiuterà le imprese italiane a rivalutare tali decisioni.

Cosa prevede l’accordo?

L’accordo di libero scambio UE–India è ampio e articolato e regolamenta lo scambio di beni, servizi, investimenti, proprietà intellettuale e sostenibilità.

I maggiori interventi riguardano:

  • riduzione progressiva ed eliminazione dei dazi doganali su una quota molto ampia di merci scambiate tra UE e India: circa il 96,6% delle merci esportate dall’UE verso l’India beneficerà di questo intervento, che comporterà a regime un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi sui prodotti europei;
  • apertura graduale del mercato europeo a specifici prodotti indiani, in particolare tessili, gioielli e farmaceutici, con l’UE che eliminerà o ridurrà tariffe su circa il 99% dei beni indiani importati;
  • disposizioni dedicate ai servizi, inclusi servizi professionali, digitali, ingegneristici e ICT, favorendo esportazioni di servizi indiani come IT e consulenza;
  • rafforzamento della tutela della proprietà intellettuale, incluse indicazioni geografiche e marchi;
  • regole più chiare e stabili sugli investimenti diretti esteri e sui flussi di capitali;
  • capitoli specifici su sviluppo sostenibile, ambiente, lavoro e cooperazione climatica, inclusi impegni per ridurre emissioni e collaborazione su temi ambientali;

L’entrata in vigore dell’accordo è subordinata al completamento del processo di ratifica dei paesi sottoscrittori. L’accordo prevede, inoltre, che le misure di liberalizzazione saranno attuate su più anni; per molte di queste l’entrata in vigore è già prevista nei prossimi 12–18 mesi.

Quali sono i vantaggi per le aziende italiane?

Per il sistema produttivo italiano, l’accordo UE–India rappresenta un’opportunità straordinaria. La riduzione dei dazi renderà immediatamente più competitivi molti prodotti italiani nel mercato indiano, che oggi scontano costi di ingresso elevati. Settori come meccanica strumentale, automazione industriale, packaging, impiantistica, agroalimentare, chimica, biomedicale e farmaceutica beneficeranno di un significativo miglioramento. Ad esempio, nei comparti automobilistico e dei macchinari, la riduzione dei dazi da livelli estremamente elevati (oltre il 100 % in certi casi) a tariffe ridotte (fino al 10%) o azzerate, renderà i prodotti “Made in Italy” più attrattivi per il mercato indiano.

L’accordo, inoltre, semplifica la normativa doganale, gli standard tecnici, le procedure di certificazione e tutela maggiormente gli investimenti, riducendo il rischio operativo e facilitando l’apertura di filiali, joint venture e siti produttivi.

Per il Made in Italy, l’accordo è particolarmente rilevante anche sul fronte della tutela della qualità e dell’identità dei prodotti. Il rafforzamento delle indicazioni geografiche e della protezione dei marchi contribuirà a contrastare fenomeni di contraffazione. Questo aspetto sarà cruciale per alcuni comparti come agroalimentare, moda, design, arredo e cosmetica.

Le imprese italiane attive in consulenza ingegneristica, servizi ambientali, energie rinnovabili, smart manufacturing e digitalizzazione industriale trovano nell’accordo uno strumento che facilita l’accesso a gare, commesse e collaborazioni con grandi gruppi indiani e con il settore pubblico.

Tale accordo diventerà un acceleratore per la partecipazione delle imprese italiane nelle catene globali del valore, posizionandosi sempre più come fornitori qualificati di tecnologie, componenti e soluzioni ad alto valore aggiunto.

Cosa fare ora?

Sebbene l’accordo debba ancora completare l’iter di ratifica, è fondamentale avviare fin da subito un percorso di preparazione strategica. Questo significa analizzare l’impatto dell’accordo sul proprio settore, monitorare attentamente le tempistiche di riduzione dei dazi e valutare un incremento della competitività dei propri prodotti e dei servizi sul mercato indiano. L’accordo UE–India va letto e interpretato nel lungo periodo: le imprese che sapranno muoversi per tempo, costruire relazioni solide e posizionarsi come partner affidabili avranno un vantaggio competitivo significativo nei prossimi anni. Per il tessuto produttivo italiano, si tratta di una finestra di opportunità rara, che richiede visione strategica, preparazione e capacità di investimento.

Benedetti&Co, affianca imprenditori e manager nell’elaborazione di progetti di internazionalizzazione, nella loro implementazione e nella gestione dei rapporti con le partecipate estere. Nel mercato indiano opera in modo stabile da quasi vent’ anni, sviluppando progetti su tutto il territorio per aziende italiane ed europee che vogliono approcciare o consolidare la loro presenza in questo mercato.

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